Le lenti fachiche da camera posteriore EVO/Visian ICL di STAAR sono oggi una delle soluzioni più efficaci e reversibili per correggere la miopia elevata e l’astigmatismo miopico. Nella pratica clinica restano però due domande molto frequenti: quanto è spessa davvero una ICL miopica al centro? E, soprattutto, se una lente ha un vault troppo elevato — cioè uno spazio eccessivo tra la lente e il cristallino naturale — di quanto può ridursi quel vault passando a una misura più piccola? La letteratura internazionale oggi consente alcune risposte ragionevoli, ma non autorizza semplificazioni eccessive né numeri “universali” validi per tutti gli occhi.
Una nota sui termini. Nell’articolo useremo due parole tecniche ricorrenti. Il vault è la distanza tra la faccia posteriore della ICL e il cristallino naturale: né troppo, né troppo poco, è uno dei parametri chiave della buona riuscita dell’impianto. Le misure sono espresse in micron (µm), cioè millesimi di millimetro: 1000 µm corrispondono a 1 mm. Per dare un riferimento, di cosa parliamo: cosa sono e come funzionano le lenti ICL Visian.
1. Non esiste uno “spessore standard” unico per tutte le ICL miopiche
La documentazione ufficiale del produttore e della FDA chiarisce che la geometria della ICL miopica non è fissa. In particolare, il diametro della zona ottica cambia in base al modello e al potere diottrico: nella EVO miopica è riportato tra 4,9 e 5,8 mm, mentre nella EVO+ può arrivare fino a 6,1 mm. Significa che, già sul piano progettuale, non esiste una lente dal profilo unico e invariabile. Di conseguenza, anche il concetto di “spessore centrale standard” va trattato con prudenza.
Sul piano clinico e scientifico è quindi più corretto riferirsi allo spessore centrale (o alla zona più sottile) della lente misurato sull’occhio con OCT o AS-OCT — tecniche di imaging che fotografano la lente impiantata — piuttosto che ipotizzare un valore fisso valido per tutte le ICL miopiche.
2. Quanto è spessa una ICL miopica al centro, secondo OCT e AS-OCT?
I dati più utili arrivano dagli studi che hanno misurato la lente direttamente dopo l’impianto. In uno studio su pazienti con miopia o astigmatismo miopico, impiantati con ICL torica V4c EVO, lo spessore centrale medio era 244,70 ± 27,39 µm: in pratica, in quella coorte, circa un quarto di millimetro.
Un secondo studio con AS-OCT, che ha confrontato ICL sferiche e toriche, ha definito lo spessore come la distanza tra la superficie anteriore e quella posteriore della lente nel suo punto più sottile. I valori medi erano 205,8 ± 18,9 µm per le ICL sferiche e 201,1 ± 21,1 µm per le ICL toriche.
La sintesi più corretta, alla luce dei dati disponibili, è quindi questa: nelle serie cliniche pubblicate lo spessore centrale (o della parte più sottile) di una ICL miopica si colloca in genere intorno ai 200–245 µm, cioè circa un quarto di millimetro. In un testo divulgativo si può dire “circa 0,20–0,25 mm”. Sarebbe invece meno corretto presentare 250–300 µm come dato standard universale per tutte le lenti miopiche.
3. Lo spessore della ICL contribuisce al vault?
Sì, e la relazione non è solo descrittiva ma clinicamente rilevante. Nello studio bilaterale che ha confrontato ICL sferiche e toriche, l’analisi statistica ha mostrato che lo spessore della lente è uno dei fattori che predicono il vault in modo indipendente. Gli autori hanno stimato che, per ogni micron in più di spessore centrale della ICL, il vault aumenti di circa 2,8 µm. È un dato che rafforza un concetto di fondo: il vault non dipende solo dalla taglia nominale della lente, ma dal suo profilo complessivo e da come la lente interagisce con l’anatomia dell’occhio.
I principali fattori che determinano il vault sono, in particolare, la compressione orizzontale della lente, la crystalline lens rise (CLR, cioè quanto “sporge” in avanti il cristallino), l’età del paziente, il potere della ICL, la posizione delle aptiche (i bracci che ancorano la lente) e le condizioni anatomiche della parte anteriore dell’occhio. Proprio perché in gioco ci sono più variabili, nessun singolo parametro isolato può prevedere con precisione assoluta il vault in tutti i casi. È anche per questo che il controllo del vault durante l’intervento è un tema centrale: si veda, in proposito, il controllo intraoperatorio del vaulting con il Protocollo VISION.
4. Se il vault è troppo alto, di quanto può scendere cambiando misura?
È la domanda chirurgicamente più importante. La letteratura disponibile non permette di affermare che ridurre la lente di una taglia (il cosiddetto downsizing) abbassi sempre il vault della stessa quantità. Consente però di delimitare un ordine di grandezza plausibile.
La serie clinica più concreta sui ricambi di lente per problemi di misura riporta tre casi di downsizing da 12,6 mm a 12,1 mm, eseguiti proprio per vault eccessivo (overvault). In questi occhi il vault è passato rispettivamente da 934 a 413 µm, da 899 a 416 µm e da 1126 a 467 µm: una riduzione media di circa 554 µm. Il dato sostiene l’idea che, in un occhio con overvault marcato, ridurre la lente di una taglia possa produrre un calo nell’ordine di mezzo millimetro.
Gli stessi autori, tuttavia, invitano alla cautela. I ricambi di lente per problemi di vault sono rari e, proprio per questo, i casi disponibili sono pochi. Risultati osservati in pochi occhi non vanno trasformati in una regola rigida da applicare automaticamente a tutti i pazienti.
5. Perché non si può promettere un calo fisso di 500 µm
Altri studi mostrano che la variazione del vault dopo il passaggio da una misura all’altra può essere molto inferiore. In un lavoro recente sull’ottimizzazione delle formule di previsione viene riportato l’esempio di uno stesso occhio in cui il vault previsto sarebbe stato 488 µm con una lente da 12,6 mm e 818 µm con una da 13,2 mm: una differenza di 330 µm. Questo suggerisce che, in alcuni occhi, un downsizing di una misura potrebbe ridurre il vault di circa 300–350 µm, e non necessariamente di 500–600 µm.
Un ulteriore contributo viene dagli studi sulla “compressione” della lente. In una serie dedicata ai fattori di rischio dei vault non ottimali, per le lenti da 12,6 e 13,2 mm gli autori hanno riportato una variazione media del vault di circa 32 µm per ogni 0,1 mm di compressione. Usato come puro riferimento teorico, questo rapporto restituisce un ordine di grandezza inferiore rispetto ai casi clinici di ricambio — conferma che il legame tra taglia della lente e vault non è lineare né identico in tutti gli occhi.
Anche le formule di calcolo più moderne, come la formula KS, indicano una relazione importante tra taglia della lente e vault, ma sempre mediata dall’anatomia individuale. Su questo fronte la ricerca sta lavorando molto, anche con l’intelligenza artificiale applicata alla previsione del vault e della taglia ICL. La frase clinicamente più onesta non è quindi “una misura in meno riduce sempre il vault di 500 µm”, bensì: “un downsizing di una misura può ridurre il vault di alcune centinaia di micron, spesso circa 300–600 µm, ma con variabilità significativa da occhio a occhio”.
6. Cosa si può dire correttamente, nella pratica e nella divulgazione
Se l’obiettivo è comunicare in modo serio e comprensibile, la formulazione più solida è la seguente. Nelle ICL miopiche lo spessore centrale misurato sull’occhio con OCT o AS-OCT è in genere intorno ai 200–250 µm; in termini semplici, la lente è spessa circa un quarto di millimetro al centro.
Quanto al vault, passare a una misura inferiore può comportare una riduzione importante, talvolta intorno ai 500 µm, ma non si tratta di una legge universale. I dati oggi disponibili indicano una forbice realistica di alcune centinaia di micron, spesso circa 300–600 µm, con possibili variazioni anche inferiori o superiori a seconda dell’anatomia dell’occhio e della lente.
7. In sintesi
La letteratura internazionale più seria oggi disponibile porta a tre conclusioni semplici. Primo: non esiste uno spessore centrale standard unico della ICL miopica; i dati OCT pubblicati collocano i valori soprattutto intorno a 200–245 µm, cioè circa un quarto di millimetro. Secondo: lo spessore della lente è uno dei fattori che contribuiscono al vault, insieme alla taglia, alla compressione, alla CLR, alla posizione delle aptiche e ad altre caratteristiche del segmento anteriore dell’occhio. Terzo: ridurre la lente di una misura può abbassare il vault in modo marcato, anche vicino ai 500 µm in alcuni casi, ma l’effetto reale è variabile e non va presentato come una regola fissa.
In una frase, per un articolo destinato a un sito medico: “Le ICL miopiche hanno, sull’occhio, uno spessore centrale dell’ordine di circa 0,20–0,25 mm; dopo un downsizing di una misura il vault può ridursi di alcune centinaia di micron, spesso circa 300–600 µm, ma il risultato dipende in modo rilevante dall’anatomia del singolo occhio.”
Bibliografia
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- Cerpa Manito S, Sánchez Trancón A, Torrado Sierra O, et al. Biometric and ICL-related risk factors associated to sub-optimal vaults in eyes implanted with implantable collamer lenses. Eye and Vision. 2021. Dato chiave: per ICL 12,6 e 13,2 mm, variazione media del vault di 32 µm per 0,1 mm di compressione. Fonte
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