Le lenti premium non sono sempre indicate. Nella pratica quotidiana esiste una quota di pazienti che non può impiantarle — non per scelta, ma per la condizione dell’occhio che ho davanti.
Perché le lenti premium riducono la luce che arriva alla retina
Le lenti premium — EDOF, multifocali e trifocali — offrono più punti di messa a fuoco e riducono la dipendenza dall’occhiale dopo l’intervento di cataratta. Ne ho parlato anche a proposito della scelta fra lenti EDOF e trifocali. Il meccanismo che le rende possibili, però, è lo stesso che le rende non adatte a tutti i pazienti: la luce che arriva nell’occhio viene suddivisa fra i diversi punti focali, con un’ottica diffrattiva o estesa, e la quantità che arriva sulla retina si riduce rispetto a una lente monofocale, che concentra invece tutta la luce su un unico fuoco.
Quando una patologia retinica controindica la lente multifocale
Un paziente che ha già una patologia della retina ha bisogno di tutta la luce possibile per mantenere la miglior visione residua. In questi casi la lente multifocale è controindicata, perché sottrae proprio la luce di cui la retina ha più bisogno per funzionare al meglio. È una valutazione che faccio insieme all’esame della retina che precede ogni intervento di cataratta: non riguarda solo chi ha già una diagnosi nota, ma anche i casi che l’esame preoperatorio fa emergere per la prima volta.
Diplopia: l’altra controindicazione, e il ruolo della lente torica
Un’altra condizione che esclude l’impianto di una lente multifocale è la diplopia, cioè la visione doppia. Chi ne soffre corregge il problema con l’occhiale o, quando serve, con un intervento chirurgico dedicato, e non impianta una lente multifocale. La lente torica segue invece un criterio diverso: corregge l’astigmatismo, non la presbiopia, e nei pazienti astigmatici con diplopia ha un’indicazione precisa, perché riduce le aberrazioni ottiche dell’occhio e rende più facile la correzione della visione doppia — meno aberrazioni ci sono, più l’immagine arriva nitida sulla retina. Una versione torica, insieme alla componente trifocale, è descritta nella pagina sulla lente Clareon PanOptix, di cui ho raccontato anche il primo impianto in Italia.
Come scelgo la lente giusta in visita
La scelta della lente non parte dal modello più avanzato disponibile, ma dalla condizione dell’occhio che devo operare. Prima di proporre una lente premium valuto la retina, la cornea e l’eventuale astigmatismo, e chiedo al paziente se soffre o ha sofferto di diplopia. Sono passaggi dello stesso percorso diagnostico che precede qualunque intervento di cataratta o di chirurgia refrattiva. Quando una di queste condizioni controindica la lente premium, la soluzione resta comunque efficace: una lente monofocale oppure, in presenza di astigmatismo, una lente torica.
Domande frequenti
Le lenti EDOF, multifocali e trifocali hanno le stesse controindicazioni?
Sì, il principio è lo stesso per tutte: dividono la luce fra più punti focali e quindi la riducono sulla retina. Il tipo più adatto, quando non ci sono controindicazioni, si valuta caso per caso — ne parlo nel confronto fra lenti EDOF e trifocali.
Con una patologia retinica lieve posso comunque avere una lente premium?
Dipende dal tipo e dalla gravità della patologia: è una valutazione che faccio in visita insieme all’esame della retina, non una regola valida per tutti i casi.
Se soffro di diplopia, quali alternative ho?
L’occhiale correttivo resta la prima soluzione; nei casi che lo richiedono si valuta un intervento chirurgico dedicato. Se il paziente è anche astigmatico, la lente torica può avere un ruolo nella correzione.
La lente torica è una lente premium?
È una categoria diversa: corregge l’astigmatismo, non la presbiopia, e per questo segue criteri di indicazione propri rispetto alle lenti EDOF, multifocali e trifocali.
Chi decide se posso avere una lente premium?
La decisione nasce da una visita con esame della retina e valutazione della cornea, non da una scelta a priori del paziente: è il quadro clinico che stabilisce quali lenti sono un’opzione.
La lente giusta è quella adatta all’occhio che opero, non la più avanzata sulla carta. Per sapere quale indicazione vale nel tuo caso, prenota una visita nella sede di Torino o di Ivrea.

