La maculopatia colpisce la macula, l’area della retina responsabile della visione centrale e dei dettagli: leggere, riconoscere un volto, guidare. È una condizione progressiva e, nella maggior parte dei casi, irreversibile. EyeMax Mono è una lente intraoculare (IOL) progettata specificamente per i pazienti con maculopatia: non è una cura, ma è pensata per ottimizzare l’uso delle aree di retina ancora sane, migliorando la qualità dell’immagine percepita e, per molti pazienti, la possibilità di leggere, riconoscere volti e muoversi con più autonomia. È disponibile anche in Italia.
Che cos’è EyeMax Mono
EyeMax Mono appartiene alla famiglia delle lenti intraoculari (IOL): dispositivi che, con un intervento di microchirurgia, sostituiscono il cristallino naturale — tipicamente nell’ambito della chirurgia della cataratta. A differenza delle IOL monofocali standard, però, EyeMax Mono è stata progettata specificamente per chi convive con una maculopatia, per sfruttare al meglio le aree della retina ancora sane quando la visione centrale è compromessa.
È realizzata in acrilico giallo UV-assorbente, idrofobo e flessibile — un materiale biocompatibile ampiamente usato in chirurgia oftalmica — con un design iniettabile monopezzo a bordo quadrato che tiene conto dell’aberrazione cromatica e sferica. Nasce come evoluzione di precedenti progetti per la riabilitazione visiva nella maculopatia, come il telescopio intraoculare noto come iolAMD o “Implant Hubble”, ed è stata sviluppata dal Dott. Bobby Qureshi (London Eye Hospital) insieme al Prof. Pablo Artal (Università di Murcia). È prodotta da SharpView Ophthalmology Limited e ha ottenuto la marcatura CE (numero 2460), che ne attesta la conformità ai requisiti di sicurezza e prestazione per i dispositivi medici nell’Unione Europea.
Come funziona: l’asfericità trasversale
Nelle persone con maculopatia, la parte centrale della macula (la fovea), normalmente responsabile della visione più nitida, è danneggiata. Occhio e cervello tentano allora di compensare spostando la fissazione su un’area della macula ancora sana, più esterna rispetto al centro: un nuovo punto di riferimento noto come locus retinico preferenziale (PRL). Il problema è che, allontanandosi dalla fovea, la densità dei fotorecettori diminuisce — quindi la visione ottenuta tramite il PRL è naturalmente meno nitida.
È qui che interviene il design di EyeMax Mono. La lente utilizza un principio ottico chiamato asfericità trasversale: anziché concentrare la messa a fuoco in un punto centrale come le IOL standard, estende e ottimizza la qualità dell’immagine su un’area più ampia della macula, aiutando il cervello a sfruttare meglio il PRL. In pratica, funziona quasi come un obiettivo grandangolare: ingrandisce leggermente l’immagine (di circa 1,1–1,2 volte) e la proietta non solo al centro, ma anche sulle zone periferiche della macula ancora funzionanti.
La maggior parte delle IOL in commercio è progettata per un’area di messa a fuoco ristretta, di solito entro 5° dal centro foveale — un raggio che spesso rientra già nella zona danneggiata dalla malattia. EyeMax Mono estende quest’area fino a 10° dal centro foveale su tutta la macula: il doppio del raggio, e quindi un’area di messa a fuoco retinica 4 volte più ampia rispetto a una IOL standard.
Per chi è indicata
La valutazione è sempre individuale, e va fatta con il proprio oculista: non tutti i pazienti con problemi maculari sono candidati ideali. In generale, EyeMax Mono viene considerata per tre gruppi di pazienti:
- AMD con cataratta: degenerazione maculare senile secca o forma umida stabilizzata, chirurgia di cataratta in programma, area maculare sana entro 10° dalla fovea.
- AMD con cataratta non visivamente significativa: la cataratta non è, di per sé, il fattore che limita la visione.
- Altre patologie retiniche a fissazione stabile: foro maculare, malattia di Stargardt, cicatrice maculare, corioretinopatia sierosa centrale (CSR), membrana epiretinica e lesioni vitelliformi acquisite (AVL) — depositi sottoretinici che possono comparire in diverse patologie maculari.
Il presupposto comune a tutte le indicazioni è la presenza di una porzione di macula periferica ancora funzionalmente valida: esami come l’OCT e la microperimetria aiutano l’oculista a mapparla e a stimare il possibile beneficio prima dell’intervento.
Risultati clinici e sicurezza
L’evidenza pubblicata su EyeMax Mono copre oggi quasi 700 occhi, tra studi clinici e serie di casi. Nel complesso, i dati pubblicati mostrano un miglioramento medio dell’acuità visiva fino a 18 lettere ETDRS, con un follow-up post-operatorio medio di circa 7 mesi. Nella serie più ampia — 244 pazienti con AMD, pubblicata da Qureshi e collaboratori nel 2018 — il miglioramento medio è stato di 3,5 righe per la visione da lontano e di 4,8 righe per la visione da vicino.
I benefici non sembrano limitati ai casi in cui la cataratta gioca un ruolo importante: uno studio a lungo termine (follow-up fino a 9 anni, in media oltre 4) su 113 occhi con cataratta non visivamente significativa ha mostrato un miglioramento della visione da lontano di almeno una riga nel 95% dei casi. Un dato che, secondo gli autori, indica un contributo diretto del design ottico della lente, distinto dal solo effetto della chirurgia della cataratta.
Sul fronte della sicurezza, il profilo di EyeMax Mono risulta comparabile a quello delle IOL monofocali standard, senza segnalazioni in letteratura di problemi di sicurezza o di espianto legati alla lente. È importante avere aspettative realistiche: EyeMax Mono non arresta la progressione della maculopatia, e il beneficio visivo dipende dalla porzione di macula periferica ancora sana. I risultati variano da paziente a paziente.
La procedura, in breve
L’impianto avviene con una tecnica di microchirurgia consolidata, quasi sempre nella stessa seduta della chirurgia della cataratta (o, per chi ha già operato la cataratta in passato, come intervento secondario a sé stante). L’operazione dura generalmente 10-15 minuti per occhio, si esegue in anestesia locale e in regime di day surgery, senza necessità di ricovero notturno. Il racconto dettagliato di cosa aspettarsi prima, durante e dopo l’intervento è nell’articolo Vivere con la maculopatia e la promessa di EyeMax Mono.
Per i medici oculisti è disponibile il calcolatore EyeMax.
Fonti
- Qureshi M.A. et al., “Consecutive case series of 244 age-related macular degeneration patients undergoing implantation with an extended macular vision IOL”, European Journal of Ophthalmology, 2018.
- Badalà F. et al., “Long Term Visual Outcomes of an Extended Macular Vision IOL in Eyes with Macular Disease and Visually Insignificant Cataract”, Clinical Ophthalmology, 2024.
- Hengerer F.H. et al., BMC Ophthalmology, 2025.
- SharpView Ophthalmology, Data Summary EyeMax Mono, marzo 2025 (dossier SHV/EMM/001/a).
Le informazioni presentate in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico oculista. Per qualsiasi dubbio o necessità riguardante la propria salute oculare, è indispensabile rivolgersi a uno specialista.

