Glaucoma

Il glaucoma è una patologia a lenta evoluzione caratterizzata dal rialzo della pressione interna dell’occhio, misura che viene comunemente effettuata durante la visita oculistica.

L’aumento di pressione, che non è quella comunemente misurata al braccio dal medico di famiglia, è percepibile dal paziente solo quando ha provocato una perdita grave ed ormai irreversibile della vista.

Se diagnosticato in tempo è curabile nella maggioranza dei casi con semplici colliri, o addirittura con l’applicazione di una particolare tecnica, chiamata pneumotrabeculoplastica, in grado di normalizzare la pressione liberando dalla schiavitù dei colliri.

Se non diagnosticato per tempo, il glaucoma avanza causando una riduzione di ampiezza del campo visivo (cioè non si vede più con “la coda dell’occhio”), che progredisce lentamente negli anni sino al cosiddetto “campo visivo a cannocchiale”: ultima tappa prima della cecità. Ecco l’importanza di conoscerlo, per sottoporsi nei tempi giusti agli opportuni controlli preventivi.


Il glaucoma è una patologia sempre più frequente che colpisce le persone dopo una certa età (diciamo dall’età matura all’età presenile, all’età senile) ed è ancora una causa importante di cecità nel nostro mondo evoluto.

Il glaucoma si combatte in vari modi ma fondamentalmente abbassando la pressione dell’occhio e questo può avvenire riducendo la produzione del liquido o aumentando il deflusso dell’umore acqueo dell’occhio; tutte le terapie di solito utilizzano questa metodica, cioè sono molti i colliri perlopiù ad aumentare il deflusso, qualcuno a ridurre la produzione e i laser tradizionali sull’angolo sono laser che favoriscono il deflusso dell’umore acqueo; anche gli interventi chirurgici sono di solito volti a favorire il fatto che l’umore acqueo se ne vada dall’occhio.

Esiste una metodica nuova che è quella del laser micropulsato a 810 nanometri, quindi la lunghezza d’onda è quella dell’infrarosso: questo laser, grazie al fatto di essere micropulsato, permette una ciclofotoablazione dei corpi ciliari e praticamente crea uno shock su quella che è la parte dell’occhio deputata alla produzione dell’umore acqueo; quindi non avviene una distruzione dei corpi ciliari come avveniva con i laser ma con il micropulsato si ha solo una riduzione di quello che è l’umore acqueo prodotto.

Dunque l’indicazione si è estesa: da glaucoma assoluto refrattario (quindi quei glaucomi in cui l’occhio è dolente, rosso e la funzione visiva è ormai persa, dunque si ha uno scopo conservativo del bulbo oculare) si passa al nuovo laser micropulsato a 810 nanometri nella lunghezza d’onda dell’infrarosso; grazie alla micropulsazione dell’impulso possiamo andare ad agire su glaucomi ad angolo aperto, su glaucomi semplicemente refrattari alla terapia, quindi che non rispondono bene alla terapia medica e/o chirurgica, senza precluderci alcun trattamento, che possiamo aggiungere in futuro, di tipo filtrante, di tipo chirurgico o medico.

Parliamo di un trattamento nuovo, ripetibile, che si fa a occhio chiuso, dunque non in un ambiente sterile; si può fare ambulatorialmente, provoca un dolore di media entità che può durare al massimo 24 ore e ha la capacità di ridurre la pressione di circa il 30%, secondo gli studi che abbiamo a disposizione oggi, per almeno 18 mesi, quindi è molto promettente e apre delle nuove frontiere al trattamento del glaucoma cronico semplice.

La grande novità è dovuta al fatto che c’è il treno di impulsi e micropulsato, quindi non ha un effetto fotodistruttivo ma ha un effetto soltanto riducente la quantità di attività dei corpi ciliari, senza distruggerli.

I processi ciliari sono alla base del metabolismo della vita dell’occhio, non ci si può giocare e quindi vengono distrutti solo in casi estremi, mentre con il laser micropulsato possiamo andare a ridurne semplicemente l’attività in maniera ripetibile, non invasiva e con rischi bassissimi.