Meglio le lenti EDOF o TRIFOCALI?

Entrambi i tipi di lenti che noi abbiamo a disposizione e che io personalmente utilizzo, cioè la EDOF e la trifocale, consentono una buona visione da vicino.

Perché io scelgo una o l’altra? Io dialogo con il paziente e gli spiego quali sono gli effetti collaterali della trifocale, quindi la possibilità di avere qualche alone e gli chiedo quanto gli interessa vedere molto bene da vicino, quindi poter fare un lavoretto come cucire o leggere un giornale; se per il paziente è molto importante vedere perfettamente da vicino gli spiego che l’unica soluzione è la trifocale, perché è l’unica lente che ci dà una potenza molto importante, di almeno 3 diottrie/3 diottrie e qualcosa; se invece il paziente mi dice che gli interessa avere un aiuto da vicino, non lo infastidisce mettere ogni tanto un paio di occhiali ma lavora in città e abita fuori, dunque deve viaggiare di sera o di notte, a questo tipo di paziente propongo una EDOF.

Dunque, da un lato una lente molto potente con qualche effetto collaterale, dall’altro lato abbiamo una lente meno potente sicuramente (e questi sono dati scientifici), però con effetti collaterali simili a quelli di una lente monofocale, perché qualsiasi lente impiantata nell’occhio ha degli effetti collaterali: il cristallino umano stesso ha degli effetti collaterali, perché tutti noi, se voi provate a guardare i lampioni la notte, abbiamo gli aloni ed essi sono dovuti all’astigmatismo, al film lacrimale, agli occhiali sporchi o alla cataratta.

Un paziente operato di cataratta che ha impiantato una lente artificiale vede degli aloni ma con la EDOF ne vede poco o niente, cioè vede gli stessi di una lente normale monofocale, però non ha una grandissima potenza da vicino, mentre con la trifocale, appunto, vede più aloni però ha la potenza da vicino, quindi può scegliere di poter diciamo eliminare quasi completamente la schiavitù degli occhiali.

Anche la lente monofocale ha effetti collaterali

È il concetto da cui parto sempre, e che il paziente deve fare suo prima di scegliere. Il cristallino naturale di un ventenne, con un’ampia capacità di accomodazione e senza difetti di vista, resta la lente migliore che abbiamo. A 50 o 60 anni, con la cataratta e un difetto visivo, la situazione è diversa, e possiamo sostituirlo con un cristallino artificiale.

Ma anche la protesi più semplice, una lente monofocale sferica o asferica, può dare effetti che il paziente percepisce: aloni intorno alle luci, riflessi, piccoli fenomeni luminosi che chiamiamo disfotopsie. Si notano soprattutto di notte e nei cambi di luminosità.

Le lenti multifocali aggiungono a questa base i disturbi propri della multifocalità. Per questo scelgo la lente in base a quanti effetti collaterali il paziente è disposto ad accettare e, soprattutto, in base a ciò che gli serve.


Come scelgo tra trifocale ed EDOF

Chi vuole leggere da vicino senza occhiali, a una distanza di circa 30 centimetri, ha un’indicazione precisa: la lente trifocale. È la scelta di chi chiede una visione completa senza occhiali né lenti a contatto, e accetta in cambio qualche alone in più di notte. Il principio ottico su cui si basano quasi tutte le trifocali è spiegato nella pagina sulle lenti diffrattive.

Le lenti EDOF, a profondità di fuoco estesa, sono più tolleranti e più gestibili. Le propongo a chi mi dice: “Non voglio avere disturbi di notte, piuttosto uso un occhialino per leggere”. In pratica un occhiale leggero, intorno a 1,5 diottrie, da usare saltuariamente per il vicino. Due esempi di EDOF che impianto sono la AcrySof IQ Vivity e la TECNIS PureSee.

Cosa cambia nella vita di tutti i giorni

Con una EDOF, lontano e intermedio restano di norma senza occhiali. Sono le distanze che usiamo di più:

  • guidare, anche di sera, e leggere il cruscotto dell’auto;
  • lavorare al computer;
  • giocare a tennis o a golf;
  • fare immersioni con la maschera.

L’occhiale serve solo quando si legge da vicino. Con una trifocale anche la lettura è coperta, con un compromesso diverso sulla visione notturna. Non c’è una lente migliore in assoluto: c’è la lente adatta a quella persona.

Domande frequenti

Anche la lente monofocale può dare aloni?

Sì. Qualsiasi cristallino artificiale, anche il più semplice monofocale, può dare aloni e riflessi intorno alle luci, soprattutto di notte e nei cambi di luminosità. Le lenti multifocali aggiungono a questa base gli effetti propri della multifocalità.

Con la lente EDOF servono gli occhiali per leggere?

Spesso sì, ma solo per il vicino, a circa 30 centimetri: di solito basta un occhiale leggero, intorno a 1,5 diottrie, usato saltuariamente. Per guidare, lavorare al computer e fare sport il paziente di norma non usa occhiali.

A chi è indicata la lente trifocale?

A chi vuole leggere da vicino senza occhiali e desidera una visione completa a tutte le distanze senza occhiali né lenti a contatto, accettando qualche alone in più di notte rispetto a una EDOF o a una monofocale.

Tutti possono impiantare una lente trifocale o EDOF?

No. Alcune condizioni dell’occhio, per esempio una patologia della retina, sconsigliano le lenti premium. Ne parlo nella pagina sulle controindicazioni delle lenti premium.

Si può provare la lente prima dell’intervento?

In studio uso il simulatore SimVis Gekko, che permette al paziente di vedere in anticipo come si vede con una trifocale o con una EDOF, prima di decidere.

La scelta della lente fa parte della valutazione per l’intervento di cataratta e per la correzione della presbiopia. Per una visita a Torino o a Ivrea trovi sedi e recapiti nella pagina contatti e sedi.