Blefaroptosi (ptosi palpebrale): cos’è, cause, sintomi e cura — il caso Guè come spunto di consapevolezza

Blefaroptosi (ptosi palpebrale): cos’è, cause, sintomi e cura — il caso Guè come spunto di consapevolezza

Il cantante Guè ha raccontato di convivere dalla nascita con la blefaroptosi (o ptosi palpebrale), trasformandola in segno distintivo: un esempio utile per parlare di questa condizione.
La blefaroptosi è l’abbassamento della palpebra superiore che può ridurre il campo visivo e modificare l’estetica dello sguardo.

Ad attirare la nostra attenzione relativamente a questa condizione è un articolo pubblicato su ilgiornale.it

La ptosi palpebrale può essere congenita (alterazione del muscolo elevatore o dell’innervazione) o acquisita, più spesso monolaterale.
Le forme acquisite derivano da invecchiamento, traumi, infiammazioni, esiti di calazio/orzaiolo, uso scorretto di lenti a contatto o tossina botulinica.

I sintomi variano da lieve asimmetria a copertura della pupilla con affaticamento, cefalea frontale e postura compensatoria del capo.
Nei bambini la ptosi può causare ambliopia e astigmatismo: è fondamentale, quindi, la valutazione precoce e il follow-up.
La diagnosi si basa su visita oculistica con misurazioni (MRD1, funzione dell’elevatore), test neurologici e, quando indicato, imaging.

Potenziali segnali d’allarme, infine, consistono in un improvviso peggioramento della condizione, diplopia, dolore e calo visivo.

Per visite e consulenze personalizzate, rivolgiti al mio studio.

Clicca QUI per continuare a leggere l’articolo.