Lenti EDOF: cosa sono e come funzionano

Dott. Alberto Bellone
Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino

Tra la fine del 2019 e il 2020 la storia delle lenti multifocali è cambiata: abbiamo cominciato a impiantare le lenti EDOF, lenti intraoculari a fuoco allungato. Da allora le uso nell’intervento di cataratta e nella correzione della presbiopia. In questa pagina spiego come funzionano, quali distanze coprono e quali no.

Cosa vuol dire EDOF

EDOF è l’acronimo di Extended Depth Of Focus, cioè profondità di fuoco estesa. Il nome dice già il principio: invece di mettere a fuoco un solo punto, la lente estende la zona di messa a fuoco lungo un intervallo di distanze.

Come funziona una lente EDOF

Le lenti EDOF non sono lenti diffrattive come le trifocali. Non hanno anelli concentrici impressi sulla superficie: sono fondamentalmente lenti refrattive, con una superficie modellata. Sulla superficie del cristallino artificiale è impressa una piccola lente, molto piccola e poco sviluppata, ma sufficiente a creare uno “stretching”, cioè un allungamento del fuoco.

In una lente tradizionale il fuoco è un punto fisso sulla retina. In una lente EDOF quel fuoco viene esteso e allungato. Il paziente percepisce così un fuoco continuo dal lontano, oltre i 5 metri, fino a circa 45-50 centimetri.

Quanto aiuta da vicino: l’addizione

La capacità di addizione, cioè la potenza in più dedicata alle distanze ravvicinate, in una lente EDOF è di circa 1,5-1,75 diottrie. Una lente trifocale supera le 3 diottrie. L’addizione della EDOF è sufficiente per vedere bene l’intermedio, non per il vicino vero.

Intermedio e vicino non sono la stessa cosa

È il punto che spiego sempre in visita. Per il paziente tutto quello che sta sotto il metro è “vicino”. Per l’oculista sono due distanze diverse.

  • Il vicino è a 30-35 centimetri: leggere un libro a letto, per esempio. Le lenti EDOF non lo coprono; lo copre la lente trifocale.
  • L’intermedio è il computer, il laptop, il telefonino, i prezzi al supermercato, il cruscotto dell’auto. È qui che la lente EDOF aiuta.

Lontano e intermedio insieme sono già una copertura molto ampia delle distanze che usiamo ogni giorno. Non è una visione completa: per leggere da vicino, chi ha una EDOF usa di solito un occhiale leggero, saltuariamente. Come scelgo tra le due soluzioni lo spiego nella pagina lenti EDOF o trifocali.

Le lenti EDOF che impianto

La prima a definire questa categoria è stata la AcrySof IQ Vivity, che ha orientato la ricerca dei produttori di lenti artificiali in questa direzione; la impianto dal 2020. Più di recente si è aggiunta la TECNIS PureSee.

Ho confrontato la letteratura scientifica disponibile sulle due lenti: il risultato è nell’analisi comparativa tra PureSee e Vivity. Non vedo un vantaggio netto dell’una sull’altra: le scelgo in base alle esigenze del paziente e al tipo di risultato che vogliamo ottenere.

Aloni notturni e tollerabilità

Rispetto alle trifocali, le lenti EDOF sono più gestibili. Nessun cristallino artificiale è privo di effetti collaterali, nemmeno il monofocale: aloni e riflessi intorno alle luci si notano soprattutto di notte. Con una EDOF questi fenomeni sono in genere vicini a quelli di una lente monofocale, mentre una trifocale ne aggiunge di propri. Non tutti gli occhi sono adatti alle lenti premium: ne parlo nella pagina sulle controindicazioni delle lenti premium.

Domande frequenti

Cosa vuol dire lente EDOF?

EDOF significa Extended Depth Of Focus, profondità di fuoco estesa. È un cristallino artificiale che allunga il fuoco: invece di un punto fisso sulla retina offre una messa a fuoco continua dal lontano fino a circa 45-50 centimetri.

Che differenza c’è tra una lente EDOF e una trifocale?

La trifocale è una lente diffrattiva, con anelli sulla superficie, e ha un’addizione superiore alle 3 diottrie: copre anche il vicino a 30-35 centimetri. La EDOF è refrattiva, ha un’addizione di circa 1,5-1,75 diottrie e copre lontano e intermedio, non il vicino.

Con una lente EDOF si legge senza occhiali?

Per l’intermedio, come computer, telefonino e cruscotto dell’auto, di norma sì. Per leggere da vicino, a 30-35 centimetri, di solito serve un occhiale leggero usato saltuariamente.

Le lenti EDOF danno aloni di notte?

Qualsiasi cristallino artificiale può dare aloni e riflessi intorno alle luci. Con una lente EDOF sono in genere vicini a quelli di una monofocale, e inferiori a quelli tipici di una trifocale.

Si può provare la lente prima dell’intervento?

In studio uso il simulatore SimVis Gekko, che permette di vedere in anticipo come si vede con una lente EDOF o con una trifocale, prima di decidere.

Per una valutazione del vostro caso trovate sedi e recapiti nella pagina dove ricevo: Torino, Corso Giovanni Pascoli 5 (011 3186318) e Ivrea, Via Circonvallazione 15A (328 414 0369).