Giovedì 8 ottobre 2026, Giornata Mondiale della Vista, La Stampa ha dedicato uno speciale all’oculistica e ha intervistato il Dott. Alberto Bellone, Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino (Gruppo Humanitas).
Il titolo: “Scansioni ultra precise e interventi real time. Così la tecnologia è al servizio del paziente”. Al centro c’è la tomografia a coerenza ottica (OCT): come ha cambiato la diagnosi delle malattie dell’occhio e come oggi guida anche la chirurgia.
Un esame senza raggi X
L’OCT viene spesso confuso con la TAC, ma non è un esame radiologico: usa la luce, non i raggi X. Per questo si può ripetere nel tempo senza rischi, per seguire una malattia o il decorso dopo un intervento.
“L’OCT è senza raggi X, quindi un esame innocuo e ripetibile che ci fornisce immagini accuratissime dell’occhio.”
Alla Sedes Sapientiae l’OCT accompagna il paziente dalla visita all’intervento: in ambulatorio per la diagnosi di tutto l’occhio, dalla cornea alla retina, e in sala operatoria integrato nel microscopio.
Angio-OCT: i vasi della retina senza colorante
Con l’angio-OCT si studia la circolazione della retina con la stessa scansione dell’OCT, senza l’iniezione in vena del mezzo di contrasto che serve per la fluorangiografia. È utile nella maculopatia, nella retinopatia diabetica e nelle occlusioni venose. La fluorangiografia resta indicata quando occorre valutare la fuoriuscita del colorante dai vasi.

In sala operatoria: verificare mentre si opera
Il microscopio operatorio della Sedes (Leica Proveo 8) integra un OCT intraoperatorio (EnFocus) che mostra i tessuti in sezione durante l’intervento. Il chirurgo controlla il risultato di una manovra prima di concludere: la posizione di una lente ICL, la profondità di un anello intrastromale, la rimozione di una membrana dalla macula.
“Un conto è vedere l’occhio dall’alto mentre lo operi, un altro è vederlo stratificato e ingrandito in ogni suo componente.”
Come funziona e in quali interventi lo usiamo: OCT intraoperatorio.
La sfida: allargare la prevenzione
Maculopatia, glaucoma e cheratocono possono progredire a lungo senza sintomi e farsi notare quando il danno è già avanzato. Per questo la diagnosi precoce conta.
“Fornire una diagnosi precoce significa permettere al paziente di curare le malattie che spesso non danno sintomi.”
L’obiettivo indicato nell’intervista è rendere questa diagnostica disponibile a più pazienti, per una prevenzione reale.
Approfondimenti
- OCT intraoperatorio
- Angiografia OCT
- Fluoroangiografia (FAG)
- Protocollo VISION per le lenti ICL
- A Torino chirurgia oculare più sicura per tutti
Fonte: La Stampa, giovedì 8 ottobre 2026, pagina 42, Speciale Giornata della Vista.
Per prenotare una visita con il Dott. Bellone a Torino o a Ivrea: contatta lo studio.

