Esame ortottico: cos’è, come si svolge e quando serve

L’esame ortottico, o valutazione ortottica, controlla come i due occhi lavorano insieme: allineamento, movimenti, visione binoculare e percezione della profondità. Non misura solo quanto si vede, ma se i due occhi collaborano. È indolore, non richiede colliri e dura in genere tra 20 e 40 minuti.

Sono Alberto Bellone, Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino (Gruppo Humanitas). In questa pagina spiego quando richiedo una valutazione ortottica, come si svolge e che cosa può dire, e che cosa no.

Chi esegue l’esame ortottico

Lo esegue l’ortottista, una professione sanitaria con laurea triennale e iscrizione all’albo. Il profilo professionale (D.M. 743/1994) lo definisce come l’operatore che, su prescrizione del medico, “tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed effettua le tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica”. Non va confuso con l’optometrista o con l’ottico: l’esame ortottico fa parte del percorso medico e il risultato torna all’oculista, che lo integra con la visita.

Quando lo richiedo

  • Strabismo, cioè occhi non allineati, anche solo a tratti o quando si è stanchi. Nei più piccoli: occhi storti nel neonato, quando preoccuparsi.
  • Visione doppia (diplopia). Se compare all’improvviso serve prima una visita medica urgente, perché può dipendere da una causa neurologica o vascolare; l’esame ortottico serve poi a misurare il disturbo e a seguirlo nel tempo. Approfondimento: diplopia.
  • Ambliopia, o “occhio pigro”: nel bambino per la diagnosi e per controllare la terapia con l’occlusione, nell’adulto per capire quanto pesa sulle scelte di correzione. Vedi il progetto “Occhio ai Bimbi” e l’occhio pigro in età adulta.
  • Affaticamento da vicino: mal di testa, righe che si sdoppiano o si confondono dopo la lettura o lo schermo. Una causa frequente è l’insufficienza di convergenza, la difficoltà a mantenere gli occhi convergenti a distanza ravvicinata.
  • Limitazioni dei movimenti oculari dopo un trauma, nelle paralisi dei nervi oculomotori (per esempio in corso di diabete o ipertensione) e nella malattia oculare tiroidea.
  • Prima di un intervento di chirurgia refrattiva o di cataratta con lenti premium, quando la storia o la visita fanno sospettare un equilibrio binoculare fragile. La diplopia è una delle situazioni in cui una lente premium può non essere indicata: ne parlo in lenti premium, quando sono controindicate.

Come si svolge

L’esame è indolore e senza contatto con l’occhio: l’ortottista usa un occlusore per coprire un occhio alla volta, una mira luminosa e dei prismi. In genere comprende:

  1. Anamnesi: sintomi, occhiali in uso, interventi precedenti, casi di strabismo in famiglia.
  2. Acuità visiva per lontano e per vicino, con e senza correzione.
  3. Cover test (test di copertura): coprendo e scoprendo un occhio alla volta, l’ortottista osserva se l’altro si sposta per riprendere la fissazione. Così distingue uno strabismo manifesto da una deviazione latente (foria), che compare solo quando la visione binoculare viene interrotta.
  4. Misura della deviazione con i prismi, espressa in diottrie prismatiche: è il numero che permette di confrontare i controlli nel tempo.
  5. Motilità oculare: il paziente segue una mira nelle diverse direzioni dello sguardo, per vedere se un muscolo lavora meno o più del dovuto.
  6. Visione binoculare e stereopsi: test della fusione e della percezione della profondità, per esempio con immagini da osservare attraverso occhiali polarizzati.
  7. Convergenza: il punto prossimo di convergenza e la capacità di mantenere l’immagine singola quando lo stimolo si avvicina.
  8. Coordimetria (test di Hess-Lancaster), se c’è visione doppia: una mappa grafica dei movimenti dei due occhi che aiuta a capire quale muscolo è coinvolto e a seguirne l’evoluzione.

Nei bambini i test sono adattati all’età e presentati come un gioco: la collaborazione del bambino conta più della durata.

Quanto dura e come prepararsi

In genere tra 20 e 40 minuti. Non servono colliri per dilatare la pupilla. Conviene portare gli occhiali e le lenti a contatto in uso, le prescrizioni precedenti e i referti di eventuali visite neurologiche o endocrinologiche e di interventi agli occhi. Se nella stessa giornata l’oculista misura il difetto visivo con gocce che rilassano l’accomodazione (cicloplegia), soprattutto nei bambini, la vista da vicino resta sfocata per alcune ore e non si deve guidare.

Esame ortottico, dislessia e DSA

È una delle domande più frequenti dei genitori. La dislessia è un disturbo di origine linguistica, non visiva. Secondo il rapporto congiunto delle società americane di pediatria e di oftalmologia pediatrica (Pediatrics, 2011), i bambini con dislessia hanno funzione visiva e salute dell’occhio sovrapponibili a quelle degli altri bambini, e le prove scientifiche non sostengono esercizi visivi, lenti speciali, prismi o filtri colorati come trattamento dei disturbi dell’apprendimento.

La valutazione ortottica resta utile per un motivo diverso: escludere un difetto di vista non corretto o un problema di convergenza che rende la lettura faticosa e che, se presente, va trattato per conto suo. Il percorso del DSA resta quello con il logopedista e il neuropsichiatra infantile.

Dopo l’esame

Il referto torna all’oculista. A seconda del quadro le strade possibili sono diverse: una correzione aggiornata, occhiali con prismi per la visione doppia, esercizi ortottici mirati (per esempio nell’insufficienza di convergenza), l’occlusione nell’ambliopia del bambino, oppure il solo controllo nel tempo quando la deviazione è stabile e non dà disturbi. In casi selezionati si valuta la chirurgia dei muscoli oculari. La scelta dipende dal singolo caso.

Domande frequenti

L’esame ortottico fa male?

No. È indolore e non invasivo, e si può fare a qualsiasi età.

Bisogna dilatare la pupilla?

No. L’esame ortottico non richiede colliri. Le gocce servono solo se l’oculista abbina la misura del difetto visivo in cicloplegia.

Quanto dura?

In genere tra 20 e 40 minuti, qualcosa in più se c’è visione doppia e serve la coordimetria.

Che differenza c’è con la visita oculistica?

La visita oculistica valuta la salute di tutto l’occhio, dalla cornea alla retina. L’esame ortottico si concentra su come i due occhi si muovono e lavorano insieme. Sono complementari: richiedo l’esame ortottico quando la visita fa sospettare un problema di allineamento o di visione binoculare.

A che età si può fare nei bambini?

I test si adattano all’età, quindi si può fare anche nei primi anni di vita se c’è il sospetto di uno strabismo o di un’ambliopia. Le spie da non sottovalutare sono descritte in difetti visivi nei bambini: come riconoscere le spie d’allarme.

L’esame ortottico si prenota sia a Torino sia a Ivrea: sedi e contatti. Gli altri esami sono nell’elenco della diagnostica.

Dr. Alberto Bellone, Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino. Ottobre 2026.

Fonti: D.M. 14 settembre 1994, n. 743, profilo professionale dell’ortottista-assistente di oftalmologia. Handler SM, Fierson WM et al., Joint technical report: Learning disabilities, dyslexia, and vision, Pediatrics 2011;127(3):e818-e856.