Cataratta dopo il laser per la miopia: perché il calcolo della lente è più difficile

Dott. Alberto Bellone
Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino

Negli anni ’90 il laser ad eccimeri ha cambiato la vita di moltissimi miopi. Tra il 1995 e il 2000 ne abbiamo trattati tantissimi, sia in PRK sia in LASIK. Oggi, a 25-28 anni di distanza, una parte di quei pazienti sviluppa la cataratta e torna dall’oculista. Per loro il calcolo del cristallino artificiale è più complesso: in questa pagina spiego perché, e come lo imposto.

Una generazione di pazienti che vedeva molto bene

Questi pazienti arrivano in visita e dicono: “ho fatto il laser 25, 26, 28 anni fa”. Hanno vissuto vent’anni e più con una visione quasi ottimale, da lontano e da vicino. Poi la cataratta ha fatto scendere la vista, e chiedono di tornare a vedere come dopo il laser. È una richiesta legittima. Per il chirurgo è una sfida, per due motivi.

Primo motivo: restano occhi miopi

Il laser ha corretto il difetto, ma non ha cambiato l’occhio. Un occhio miope resta più lungo della media e più predisposto ad alcune patologie, tra cui il glaucoma e le malattie della retina. Per questo, prima di parlare di lenti, valuto con attenzione il nervo ottico e la retina: sono pazienti più complessi in senso generale.

Secondo motivo: la cornea non è più quella di prima

Per calcolare il potere del cristallino artificiale servono due misure: la lunghezza dell’occhio e la curvatura della cornea. Si ottengono con il biometro ottico.

  • La lunghezza dell’occhio si misura con precisione e non cambia con la chirurgia refrattiva laser.
  • La curvatura e lo spessore della cornea invece sono stati modificati dal laser: nella correzione della miopia il laser assottiglia e appiattisce la parte centrale della superficie anteriore.

La cornea ha due superfici, anteriore e posteriore. Il laser ha rimodellato solo quella anteriore. I calcoli standard presuppongono un rapporto fisso tra le due: dopo il laser quel rapporto non vale più, e un calcolo eseguito come in un occhio mai operato tende a sbagliare il potere della lente. È questo il punto critico.

Come imposto il calcolo

Il criterio che seguo si basa su quattro elementi:

  1. Formule dedicate agli occhi già operati di chirurgia refrattiva, al posto di quelle standard.
  2. Parametri preoperatori raccolti con la massima precisione possibile, ripetendo le misure quando non sono coerenti.
  3. I dati dell’intervento laser di allora, quando sono ancora disponibili. Dopo vent’anni spesso sono andati persi, ma se ci sono aiutano.
  4. L’acquisizione con OCT della curvatura della cornea anteriore e posteriore, che misura direttamente il rapporto tra le due superfici invece di stimarlo.

La scelta della lente si fa poi sul caso specifico: occhio, retina, stato della cornea e abitudini visive del paziente. Nei casi con irregolarità corneali valuto anche lenti pensate per ridurne l’effetto, come la lente IC-8.

Cosa portare in visita

Se avete fatto il laser per la miopia e vi è stata diagnosticata una cataratta, portate in visita tutto quello che avete dell’intervento di allora: la relazione o la cartella del laser, la data, e le vecchie prescrizioni di occhiali o lenti a contatto di prima dell’intervento. Sono informazioni che, quando esistono, rendono il calcolo più solido.

Domande frequenti

Chi ha fatto la LASIK o la PRK può operarsi di cataratta?

Sì. L’intervento di cataratta si esegue normalmente. Quello che cambia è il calcolo del cristallino artificiale, che richiede misure e formule specifiche.

Perché il laser per la miopia complica il calcolo della lente?

Perché il laser ha modificato la curvatura e lo spessore della cornea anteriore, mentre la posteriore è rimasta com’era. I calcoli standard presuppongono un rapporto fisso tra le due superfici, che dopo il laser non vale più.

Servono esami particolari?

Oltre alla biometria, è importante l’OCT della cornea anteriore e posteriore. Nei pazienti ex miopi valuto con attenzione anche retina e nervo ottico.

Per una valutazione del vostro caso trovate sedi e recapiti nella pagina dove ricevo: Torino, Corso Giovanni Pascoli 5 (011 3186318) e Ivrea, Via Circonvallazione 15A (328 414 0369).