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Laser a femtosecondi: ne uso 4 diversi

Ho incominciato ad usare il laser a femtosecondi relativamente tardi rispetto ai primi pionieri di questa tecnologia; ha avuto in me una certa resistenza in quanto all’inizio pensavo che il laser a femtosecondi potesse essere quasi dannoso per gli occhi, poi mi sono limitato a pensare che fosse una macchina inutile, ossia che un intervento di cataratta un buon chirurgo dovrebbe saperlo eseguire in maniera perfetta senza aver bisogno dell’ausilio di questa macchina.

Poi piano piano mi sono avvicinato a questo tecnica e ho cominciato a eseguire i primi interventi nel 2015, quindi ormai 6 anni fa, e dal 2016 ho switchato la mia chirurgia.

Per gli interventi di anelli intrastromali eseguo solo mediante femtolaser perché danno sicurezza maggiore, insomma oggi non si possono impiantare anelli intrastromali con la tecnica tradizionale, a mio avviso; mentre per la cataratta ho cominciato a eseguire la maggior parte degli interventi che faccio mediante femtolaser, dal 2016: è stato l’anno della svolta in cui ho deciso di avvicinarmi a questa tecnica per me nuova e di cominciare a utilizzare femtolaser per eseguire una quantità di cataratte che tenda al 100% di quelle che eseguo.

Attualmente la percentuale di cataratte che eseguo con il femtolaser rasenta l’80/90%, quindi direi che sto andando verso il 100%.

Ci sono delle caratteristiche particolari che non permettono di eseguire il femtolaser e quindi quelle le eseguo in maniera tradizionale, però la tendenza mia è quella di andare verso una totalità di interventi fatti con femtolaser.

Questo non ha uno scopo soltanto di marketing e di promozione di una tecnologia allo scopo di far spendere di più i pazienti, anche perché tendenzialmente, soprattutto all’inizio, io mi sono privato della quota che andava al laser e non ho fatto pagare al paziente, quindi mi sono privato di quello che poteva essere un guadagno per me e ho investito per imparare a usare questa tecnologia; questo l’ho sempre fatto, l’ho sempre detto ai pazienti ed è l’assoluta verità.

Adesso le mie tariffe di cataratta con il femtolaser sono allineate a quelle di mercato, non di più e non di meno, e, ovviamente, essendoci in questa tariffa una certa parte che va nell’utilizzo della tecnologia, la prende meno il chirurgo; questa è una scelta difficile perché un intervento di cataratta un buon chirurgo del segmento anteriore lo può e lo deve eseguire senza femtolaser, bisogna però investire nelle nuove tecnologie e poter offrire al paziente il meglio che si possa offrire sul mercato.

Teniamo anche presente che l’intervento di cataratta con il femtolaser non è più facile dell’intervento di cataratta senza femtolaser, perché bisogna imparare a dialogare con la macchina e ad utilizzare la macchina al meglio di quello che può dare, senza incorrere negli errori che possono accadere utilizzandola in maniera superficiale.
Il femtolaser non fa la cataratta al posto del chirurgo ma è una macchina, un robot che fa un pezzettino piccolo dell’intervento ma molto importante, che il chirurgo deve saper utilizzare bene; poi tutte le altre fasi sono tradizionali, quindi: c’è una fase nell’intervento chirurgico che viene eseguita da questo robot, che è tagliare il cristallino, e poi tutte le altre fasi vengono eseguite in maniera tradizionale; quindi il chirurgo deve essere un buon chirurgo tradizionale e in più deve essere un chirurgo tecnologico che possa usare questo tipo di macchina.

Aggiungo il fatto che la mia esperienza a cinque anni dall’inizio di questo percorso con il femtolaser, per mia fortuna, essendo io un chirurgo che si appoggia su più strutture, si è articolata su 4 macchine diverse, quindi credo di essere uno dei pochi chirurghi in Italia e in Europa a utilizzare 4 femtolaser diversi; questo è molto difficile all’inizio perché ogni macchina ha delle caratteristiche completamente diverse: la macchina A è una macchina trasportabile, la macchina B è una macchina fissa, la macchina C fa solo la cataratta, la macchina D fa sia la cataratta che la cornea…

Insomma ogni macchina ha delle caratteristiche particolari e bisogna adattare il proprio cervello in base alla struttura in cui sei per poter utilizzare al meglio quella determinata macchina.

Come dicevo l’utilizzo di 4 macchine diverse mi consente di avere una grande versatilità e soprattutto di conoscere tutti i pregi e difetti delle macchine che utilizzo.

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