Voglio raccontarvi come selezioniamo il paziente. Abbiamo una nostra rete di ambulatori gestita da professionisti del settore, optometristi e ortottisti, a cui affluiscono i pazienti. Loro hanno il compito di selezionare il paziente e di capire quali siano le sue problematiche.
Il paziente viene quindi inserito in un percorso diagnostico terapeutico e vengono eseguiti i principali esami specialistici per poter capire di che patologia è affetto. Se il paziente vuole essere visitato da me, gli viene prenotata una visita. Dopodiché io in quella sede analizzo gli esami eseguiti dai miei collaboratori. Se gli esami non sono completi, finiamo di eseguire gli esami mancanti.
Dopodiché con un colloquio con il paziente e con una visita oculistica, cerchiamo di andare a capire quali sono le sue problematiche e quali sono le prospettive per poterle risolvere. A questo punto il paziente ha un quadro completo di quello che è la sua patologia, di quali sono i suoi problemi e di quello che è una prospettiva chirurgica o terapeutica.
Se la soluzione è chirurgica o se è una soluzione eseguibile con un laser, viene spiegato al paziente quali sono le possibilità, quali sono i rischi, quali sono i benefici e quindi viene introdotto il consenso informato, che è una parte essenziale dell’attività medico-chirurgica moderna.
Il consenso informato viene da me spiegato al paziente nelle sue criticità, dopodiché glielo lascio e il paziente ha tutto il tempo di leggerselo ed eventualmente pormi delle critiche sia via mail sia anche al telefono, o eventualmente con un ulteriore colloquio.
È importante che il paziente sia reso edotto di quelli che sono i rischi e i benefici dell’intervento. Naturalmente bisogna cercare di spiegarglielo in maniera semplice, perché i nostri consensi informati che sono presi dalla società oftalmologica italiana sono comunque fatti di molte pagine, di molte parole, e il paziente non fa altro che spaventarsi. Bisogna in realtà cercare di semplificare e di spiegare quali sono in realtà veramente i rischi e i benefici dell’intervento.
Se il paziente aderisce all’intervento, allora deve firmare il consenso, lo deve compilare e lo deve consegnare al medico.

