La lussazione di una lente intraoculare (IOL) nella camera vitreale rappresenta uno dei casi più complessi e delicati nell’ambito della microchirurgia oculare. Si tratta di una condizione in cui la lente artificiale, impiantata magari anni prima durante un intervento di cataratta, perde il suo supporto anatomico e migra nella parte posteriore dell’occhio.
In questo articolo, attraverso le immagini registrate durante un reale intervento chirurgico eseguito presso la Clinica Aurora di Ivrea, spiegherò come affrontiamo questa problematica sfruttando le tecnologie mini-invasive più avanzate oggi a disposizione.
Che cos’è la lussazione del complesso capsulo-iol
Si parla di lussazione quando il sacco capsulare e la lente intraoculare al suo interno scivolano posteriormente nel gel vitreale. La perdita totale del supporto strutturale compromette gravemente la vista del paziente e richiede un intervento tempestivo per evitare complicazioni peggiori, come il distacco di retina o l’edema maculare.
L’approccio chirurgico: vitrectomia 27 gauge senza suture
Per risolvere questo caso specifico si procede con una vitrectomia mini-invasiva a calibro 27 gauge. Lavoriamo con strumenti dal diametro inferiore a mezzo millimetro (circa 0,5 mm), introducendoli attraverso tre micro-accessi transcongiuntivali.
I vantaggi di questa tecnica per il paziente sono straordinari:
- Trauma chirurgico ridotto ai minimi termini.
- Assenza di punti di sutura alla fine dell’intervento, poiché i micro-fori si chiudono spontaneamente.
- Recupero post-operatorio decisamente più rapido e confortevole.
Tecnologia di ultima generazione in sala operatoria
La chirurgia vitreo-retinica di alto livello necessita del supporto dei migliori strumenti tecnologici. Per questo intervento la scelta è ricaduta su due pilastri della microchirurgia oculare:
- Sistema EVA di DORC: uno dei sistemi di vitrectomia più evoluti al mondo, capace di garantire una stabilità pressoria assoluta all’interno dell’occhio durante tutte le manovre chirurgiche.
- Microscopio Leica Proveo 8: uno strumento che offre al chirurgo una qualità d’immagine e una profondità di campo eccezionali, fondamentali quando si opera a brevissima distanza dalla retina.
Le fasi dell’intervento: rimozione della vecchia lente
Il primo passo fondamentale consiste nel ripulire il gel vitreale che circonda e trattiene la lente scivolata sul fondo (vitrectomia). Questa manovra va eseguita con estrema delicatezza per evitare qualsiasi trazione sulla retina.
Una volta isolata la IOL, si introduce una speciale pinza a coccodrillo da 27 gauge. Con un movimento controllato, la lente viene afferrata e sollevata (lussata) verso la parte anteriore dell’occhio (camera anteriore).
Poiché la vecchia lente non è più riposizionabile né riutilizzabile, si utilizzano delle micro-forbici monouso per sezionarla in due parti. La scelta dello strumentario monouso garantisce il massimo standard di sterilità e precisione millimetrica. Le due metà vengono infine estratte dall’occhio in totale sicurezza.
Verso la seconda fase: la tecnica di Yamane
Con la rimozione della lente danneggiata e la pulizia del vitreo, la prima parte dell’intervento è conclusa. L’occhio del paziente è ora stabilizzato e pronto per la fase successiva: l’impianto di una nuova lente intraoculare a fissazione sclerale senza suture, eseguito secondo la celebre tecnica di Yamane.
I dettagli e la procedura di questa seconda fase di ricostruzione visiva saranno approfonditi nel prossimo articolo e video dedicati.
Se desiderate ricevere maggiori informazioni o prenotare una consulenza specialistica, vi invito a contattare i nostri studi attraverso la sezione contatti del sito.

