Il Distacco di Retina Regmatogeno (RRD) rappresenta una delle emergenze più rilevanti in ambito vitreoretinico. Grazie all’evoluzione tecnologica e alla standardizzazione dei protocolli operativi, oggi disponiamo di strumenti minimamente invasivi che permettono un recupero anatomico estremamente preciso.
In questo approfondimento, corredato da un video chirurgico esplicativo, analizziamo lo schema operatorio standard per il trattamento del distacco di retina mediante Vitrectomia Pars Plana (PPV) a piccolo calibro (23-25G).
L’Approccio Chirurgico: Step-by-Step
L’intervento si articola in fasi sequenziali che mirano alla rimozione delle trazioni vitreali e alla riapplicazione della retina.
1. Accesso e Setup Iniziale
La procedura inizia con il posizionamento di tre trocar (23-25G) in sede temporale e nasale. Viene stabilita una linea di infusione per il mantenimento della pressione intraoculare (IOP) e, se necessario, si utilizza un sistema di illuminazione chandelier per una visione grandangolare (wide-field).
2. Core Vitrectomy e Shaving Periferico
- Rimozione del Vitreo: Si procede con la vitrectomia centrale (core) ad alta velocità di taglio.
- Induzione del PVD: Se non già presente, viene indotto il distacco posteriore del vitreo, spesso facilitato dall’uso di triamcinolone per visualizzare meglio la ialoide.
- Pulizia della Base: La fase più delicata è lo shaving a 360° della base vitreale eseguito sotto indentazione, fondamentale per identificare tutte le rotture retiniche.
3. L’Uso del Liquido Perfluorocarbonico (PFCL)
Il PFCL è uno strumento essenziale nei distacchi complessi grazie al suo elevato peso specifico (1.76-2.0 g/mL).
- Stabilizzazione: Viene iniettato partendo dal disco ottico per appiattire la retina e drenare il fluido sottoretinico attraverso i break.
- Double-Phase Exchange: Questa tecnica prevede un doppio riempimento con aria superiormente e PFCL inferiormente, permettendo l’aspirazione del liquido intrappolato tra le due interfacce.
Fotocoagulazione e Tamponamento Finale
Una volta che la retina è perfettamente applicata (sotto PFCL o aria), si procede con l’endolaser. Vengono eseguite 2-3 file di spot laser attorno a ogni rottura per assicurarne la chiusura definitiva.
L’intervento si conclude con lo scambio finale del mezzo di riempimento:
- Rimozione PFCL: È cruciale aspirare completamente il liquido per evitare tossicità cronica.
- Tamponamento: La cavità vitrea viene riempita con aria, gas (SF6 o C3F8) o olio di silicone, a seconda della complessità del caso e della necessità di supporto post-operatorio.
Domande Frequenti (FAQ)
Cos’è il PFCL e perché viene rimosso a fine intervento? Il Liquido Perfluorocarbonico (PFCL) è un composto ad alto peso specifico (1.76-2.0 g/mL) utilizzato per “spianare” la retina distaccata sfruttando la forza di gravità. È fondamentale che venga rimosso completamente al termine della procedura per prevenire potenziali fenomeni di tossicità retinica cronica o ritenzione di bolle subfoveali.
Qual è la differenza tra tamponamento con gas e con olio di silicone? La scelta dipende dalla complessità del caso. L’aria o il gas (SF6 o C3F8) vengono riassorbiti spontaneamente dall’occhio in poche settimane. L’olio di silicone (1000-5000 cSt) garantisce una spinta più prolungata e stabile, ma richiede un secondo intervento chirurgico per la sua successiva rimozione.
Perché è necessario fare il laser durante la vitrectomia? L’endolaser (fotocoagulazione) serve a creare una cicatrice solida attorno alle rotture retiniche. Vengono solitamente eseguite 2-3 file di spot confluenti per sigillare i “break” ed evitare che il fluido possa penetrare nuovamente sotto la retina.
Consigli e Percorso Post-Operatorio
Il successo dell’intervento di vitrectomia dipende in larga misura dalla gestione della fase di guarigione.
Gestione della Pressione e Terapia
- Controllo della IOP: Nelle prime ore post-operatorie viene monitorata la pressione intraoculare, con un target clinico ottimale tra 15 e 25 mmHg.
- Profilassi Farmacologica: Al termine della chirurgia viene praticata un’iniezione sottocongiuntivale di antibiotico e cortisonico per prevenire infezioni e ridurre l’infiammazione.
- Terapia Domiciliare: È fondamentale seguire rigorosamente lo schema di colliri (antibiotici e anti-infiammatori) prescritto alla dimissione.
Posizionamento del Capo (Posturing)
Se è stata inserita una bolla di gas o aria, il chirurgo vi indicherà una posizione specifica da mantenere (ad esempio “a faccia in giù” o sul fianco). Questo permette alla bolla di galleggiare verso l’alto e premere esattamente sulla rottura retinica per facilitarne la chiusura.
Cosa Evitare
- Sforzi Fisici: Evitare sollevamento pesi e attività sportiva intensa per almeno 2-4 settimane.
- Viaggi in Aereo: Se è presente gas all’interno dell’occhio, è assolutamente vietato volare (o recarsi in alta montagna) fino al suo completo riassorbimento, a causa del rischio di espansione della bolla e pericolosi aumenti della pressione oculare.
- Igiene: Prestare attenzione durante il lavaggio del viso per non premere sul bulbo oculare o introdurre acqua non sterile nell’occhio operato.

