«La nostra ambizione, la nostra positività, è quella di arrivare a tutti. Ad esempio la problematica delle maculopatie: la maculopatia è un problema circolatorio della retina che impedisce a una persona di poter leggere un estratto conto bancario; dopo i 70 anni una persona su tre può incominciare a soffrire di questa situazione, che poi col passare degli anni, di solito, diventa più impegnativa. Quindi abbiamo una situazione che, per una serie di eventi sfortunati proprio in Italia, impedisce al 70% delle persone di accedere alle terapie adeguate, che oggi sono ulteriormente migliorate.
È un problema organizzativo, è un problema economico, perché non ci si può nascondere dietro un filo; dei 7000 medici oculisti ne abbiamo solo 2500 attivi nel pubblico e comunque la nostra salvaguardia deve essere nel pubblico, cioè il pubblico deve poter reagire… Certo, ovvio che i miglioramenti sono una cosa positiva, però bisogna anche, appunto, saperli veicolare.
Fino a 10/15 anni fa eravamo in grado di farlo perfettamente, eravamo dei leader nel mondo insieme agli Stati Uniti e al Giappone, in questo senso; oggi ovviamente, dopo il Covid, dopo tutte queste situazioni, teniamo conto che la richiesta di cure, la richiesta di visite oculistiche è aumentata di 10 volte negli ultimi vent’anni, quindi, torno a ripetere, abbiamo bisogno di finalizzare questo. D’altronde una chirurgia della cataratta, che è l’intervento maggiormente eseguito al mondo, mette a frutto il sogno di ogni persona che ha un difetto di vista senza praticamente significative negatività, perché riesce a eliminare, come con la bacchetta magica, i difetti di vista e il problema della lettura da vicino della presbiopia. È qualcosa di veramente straordinario. Oltretutto ne sono coinvolto personalmente, perché ormai dieci anni fa, quindi non dieci giorni fa, mi sono sottoposto a questo intervento con questi cristallini di evoluzione (niente di straordinario) e da allora io che non potevo girare senza cercare, appena mi svegliavo, un paio d’occhiali, riesco a vedere tutto. Non è un fenomeno estetico questo, è un fenomeno funzionale.
Una persona che vede bene sempre ha meno pericoli, riesce a controllare meglio tutto, non fa errori. Veramente è una qualità di vita che non si può contestare.»
«A proposito di quello che ha appena detto sui cristallini, che eliminano tutti i tipi di problemi: si possono usare soltanto nel caso in cui è un problema di cataratta, possono prevenire questo problema, o possono essere usati anche per altri problemi?»
«Bravo. C’è una razionalità. È ovvio che questa è una conseguenza del miglior controllo dell’intervento, della riduzione al minimo delle potenziali complicazioni; è ovvio che all’inizio, quando tutto era molto più complicato, ci si sottoponeva all’intervento proprio quando praticamente non ci si vedeva più, infatti le persone venivano accompagnate in sala operatoria perché non potevano vedere, proprio per queste motivazioni. È ovvio che la sicurezza, il controllo, i risultati, hanno eliminato, sempre con grande prudenza, queste attenzioni che prima erano dovute alla nostra incapacità di intervenire, la nostra incapacità di ottenere il risultato. Oggi l’intervento di cataratta è l’intervento che ha il 97% di risultato straordinario, non di risultato positivo, cioè cambia la vita ai pazienti, quindi questo è un privilegio, prima di tutto; quindi il nostro compito, la nostra responsabilità è far accedere chiunque a quelle che sono le cose che abbiamo ricercato da sempre, da sempre la medicina cerca di migliorarsi, da sempre la medicina cerca di dare il meglio.
Probabilmente non sappiamo cosa succederà fra dieci anni, ma concentriamoci su quello che abbiamo oggi: oggi abbiamo una positività che è un grande impegno perché, torno a ripetere, è incredibile avere nelle mani questa situazione per problemi organizzativi, per problemi di esperienza, per problemi economici, perché naturalmente il pubblico che deve essere il riferimento più importante, ha le maggiori difficoltà con i tempi che corrono, quindi bisogna trovare una soluzione.»

